che n-o-i-a.
già non mi va di studiare...in questo periodo almeno...poi ci si mette pure il computer del cavolo...devo registrare le attività svolte per un corso di inglese on line...e se già sei riuscita a passare davanti lo schermo qualcosa come 20 stracciati e miseri minuti ma va tutto in palla ed è come se non ci fossi mai stata cosa ti rimane da fare se non ricominciare tutto da capo? avevo detto che avrei chiuso questo post...tanto non ci vado mai...ogni tanto però a questo punto serve...ma quanto male ho scritto questa mattina? incommentabile...grrrr...fumo...
quanti profumi potete immaginare di sentire in una giornata?
il profumo del bello si sente? sono da mia nonna che non ne ha più...c'è odore di pesce stantio andato a male. Non se ne era accorta...
se si ha una sensazione...quante volta la si asseconda? se la si vive per come la si immaginava...quante volte gli si crede? corro seduta su di una panchina, ho in mano una parola e nelle orecchie dolci note. Tra i capelli sospiri del vento, echi stanchi provenire da dentro. Troppo vicina per colori lontani, troppo lontana per sentire le mie mani. Corro seduta su di una panchina, ho in mano un silenzio, ho in bocca parole perse nel vento. Se si ha una sensazione quante volta la si lascia morire dentro?
Fragole, kiwi, miele e gocce di cioccolato
il tutto avvolto da una lacrima dolce di yogurt bianco:
candida ricerca di gusto...
che vi siete ingoiati velocemente a pranzo? un panino del mac...mmmmm...unto grassoso di ketchup e maionese gialla, con la sottiletta arancione che collosa sbavicchia dal vostro labbro il suo gusto calorico e fluorescente.
Assolutamente e schifosamente goliardico.
Goliardico? Divino quanto grasso. E...suona il telefono...il cibo è distratto, ma non era il mio, di cibo. Il telefono si però. Rispondo. Bugie e colori. Pazienze. Pazieneza. Ma torniamo al cibo, saporita distrazione culinaria.
...
no, non sei al mac, allora davanti ad un bancone di pizza a taglio. Con la pizza a taglio che fuma, fumi l'ultimo tiro, tiri la cicca sul marciapiede, marci in piedi fino al bancone, banconote traviate dal gusto di una succulenta e filante mozzarella, mozzata dall'idea di un mozzico nella testa, tasti il portafogli poi il tuo stomaco, non ti ha ancora stomacato l'odore di fritto.
Anzi.
Cibo. Pizza con i funghi, magari c'è anche il gorgonzola. Oppure pachino, rughetta e bresaola. Ma stracchino insalata e gamberetti?
ok, diciamo allora che nè il mac nè la pizza hanno assaporato il tuo palato.
Una gelateria; un cono di plastica alto quanto tuo fratello minore alberga fuori una stanza arancione con gli specchi, sostenuto sostiene la solita fragola, il solito ciocccolato, se sei fortunato c'è il verde del pistacchio, ma la panna, la panna c'è sempre. Entri. Una carrellata arcobalenante ti balena sulla lingua colori di gusti golosi mentre la signorina ha già afferrato il cono più grande e sbriciolante che possiede: cioccolato all'arancia, frutti di bosco, meglio se c'è mora, crema al limone, tiramisù. E poi ancora zabaione, fragola, tartufo al rum. Panna, esageratamente panna.
Si, un gelato, decisamente quanto golosamente, un bel gelato.
Racconti sogni pensi, vivi e agisci, abiti, dormi, scrivi mangi, ingrassi, diminuisci.
Ingrandisci e ami e ami sempre. Odi, poco, ora per lo meno. Odio, poco. Rabbia, tanta, delusione di salvezza.
Ma che, parole su sensazioni. Sempre e solo parole. A volte contano più della tua stessa verità, che è tua e di chi ti ama, ma anche di chi amandoti non lo fa liberamente. Ma che, di nuovo parole. Se ne dicono tante. Serviranno per un mondo migliore...il tuo? Certamente. Ricordati, ricordami, la gente, mente.
Sei loro, sei la loro bugia? Benvenuta, sei anche la mia.
Perchè siamo bugie dei nostri sogni, mentiamo per rincorrerli e nasconderci.
Mentiamo a fin di bene, mentiamo per quel seme, che affatto solitario, sbuca ed esce dal sipario,
palco del mondo,
teatro di molti,
di tutti quelli che,
respirando,
raccontano racconti.
scrive... mi parla
legge... racconta
dorme... mi guarda
viaggia... da solo.
da solo?
e io?
che eco... di pensieri...
in scatola...
di cartone.
che brucia?
no.
sapevate?
non muore.
è colore.
è natura.
è ninfa,
è una Melia.
matura.
E se qualcuno chiedesse troppe spiegazioni per ogni azione futile o utile che lo circonda, dove andrebbe a finire la sua silenziosa volontà di vivere tranquillo? (ma poi la ha?)
Domande, urlo libero...domande e noi, vita di pensieri che corrono a ritmi alterati e alteranti in alternanti parole di altri, di noi...dei nostri rumori, dei nostri silenzi.
Mi domando allora come mai spesso quello che sento viene contradetto da qualcuno che non lo sente perchè lo sento io, prima di tutto....ops...sicuro che me lo domando?
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